La bellezza selvaggia delle Isole Tremiti
Vacanze nel Gargano (settembre 2006) di Riccardo (bussola) e familiari
Le isole Tremiti distano circa 22km dalla costa del Gargano e sono costituite da tre isole, San Domino, Caprara e San Nicola e da alcuni scogli enormi, tra cui il Cretaccio (si chiama così perché è interamente costituito da creta) e La Vecchia, esiste anche una quarta isola chiamata Pianosa che si trova 12 miglia più ad Est delle tre isole ed è considerata riserva naturale, dove sono severamente proibite le immersioni subacquee.Di origine vulcanica, le isole si chiamavano una volta " Diomedee", in omaggio all'eroe greco Diomede, che, secondo la leggenda, si sarebbe fermato qui e qui sarebbe morto al ritorno dalla guerra di Troia. Le Tremiti sono raggiungibili via mare da Rodi Garganico (1 ora e 1/2 di navigazione), Peschici, Vieste, Manfredonia e Termoli, oppure con l'elicottero da Foggia.

L'isola più grande è quella di San Domino, (2,8Km x 1,7Km.) Si erge fino a 116mt. s.l.m. ed è ricoperta da una pineta, lungo la sua costa si possono visitare numerose grotte: in particolare, quelle del Sale e delle Viole e la più nota grotta del Bue Marino, profonda circa 70 metri, dove un tempo si segnalava la presenza di una foca monaca.Questa è l'isola principale per la presenza di una spiaggia sabbiosa, di alberghi e campeggi, dei Diving Center, però non esiste l'attracco dei traghetti che portano i turisti all'Arcipelago, questi attraccano soltanto all'Isola di San Nicola, ma esiste un efficientissimo servizio di collegamento con barconi a pagamento (5euro andata/ritorno) il tempo di percorrenza è esiguo data la vicinanza tra le due isole, 5 minuti appena.

L'Isola di San Nicola (1,6Km X 450mt.) con una massima elevazione di 75mt. s.l.m.; centro storico, religioso ed amministrativo ed è anche l'isola più interessante per i resti monumentali, San Nicola custodisce opere degne di essere apprezzate. La chiesa di Santa Maria a Mare, con l'annessa Abbazia, è certamente la più degna di ammirazione ma anche il Castello-Fortezza cinto da mura antiche, la piccola Cappella della Madonna delle Grazie, il maestoso "Torrione di San Nicola" e la scala scavata nella roccia che porta verso la tomba greco-romana.La terza Isola è Caprara, (1,6 Km X 600mt.) si trova a nord dell'isola di San Nicola ed è disabitata, qui è presente un'affascinante baia chiamata "Cala dei Turchi", perché i Turchi per conquistare l'arcipelago, che era Spagnolo, si nascosero con le navi all'interno della baia, sbarcarono e raggiunsero a nuoto l'isola di San Nicola invadendola.
Emerse e sommerse più volte nella loro storia geologica, le isole Tremiti sono costituite da friabile roccia calcarea che ha subito erosioni e distacchi. La costa, ora dolcemente degradante verso il mare, ora impervia ed a strapiombo sulle acque, è scavata da un gran numero di grotte marine. Baie tranquille, acque limpidissime, affascinanti fondali marini popolati da pesci di ogni genere. Dal 1989 i "sassi di Diomede", così come la leggenda identifica le Tremiti, sono considerati riserva naturale marina.
Nell'Isola di San Domino esistono 4 Diving Center che organizzano immersioni guidate su 20 punti di immersione; dato il posizionamento geografico delle tre isole, le immersioni sono fattibili in qualsiasi condizioni meteo-marine ad eccezione di quando spira il grecale, vento proveniente da Est, che durante l'anno tira pochissime volte.L'immersione che ho fatto io insieme a Franco è stata guidata dall' "AQUOLINA DIVING CENTER" di Luisa Veropalumbo (www.aquolina.it) Alle ore 11, appena hanno visto arrivare il nostro traghetto, ci hanno telefonato per capire se eravamo sbarcati e poi ci sono venuti a prendere con il loro gommone per portarci all'isola di San Domino distante poche centinaia di metri, qui abbiamo salutato le rispettive famiglie, che nel frattempo avevano preso i biglietti per il giro delle grotte con il battello.
Arrivati sul molo dell'Isola di San Domino abbiamo trovato le nostre bombole lì ad aspettarci e pronte per essere assemblate con erogatori e gav ed a malincuore Franco ha notato che erano entrambe da 15 litri, lui preferiva avere un 18 litri per i suoi alti consumi, ma non c'è stato niente da fare si è dovuto accontentare di un 15, pace.
Dopo avere svolto la parte burocratica dello scarico di responsabilità, abbiamo montato le nostre attrezzature già assemblate sul gommone e siamo partiti per il punto di immersione, con noi c'era Luisa, la titolare del Diving da poco tempo, ed un ragazzo (non ricordo il nome) che ci faceva da guida in immersione, in 5 minuti siamo arrivati all'Isola di Caprara sulla punta della "cala dei Turchi", il mare una tavola e di una limpidezza estrema, non vedevo l'ora di buttarmici dentro.
Praticamente siamo sopra un panettone che arriva a 6 metri sotto il livello del mare partendo da una profondità di 35 metri, ci avviciniamo alla prua del gommone e scendiamo lungo l'ancora verso il fondo, arrivo ai 6 metri e mi ritrovo solo, guardo in alto e vedo la guida che mette in tasca a Franco qualche chilo perché non riesce a scendere, considerate che lui con la sua altezza sposta un buon volume d'acqua, è sempre andato con 12Kg. (con la 5mm!!!) ed oggi quelli del Diving l'hanno convinto a scendere con soltanto 8Kg. ma a quanto pare non è bastato, riusciamo a raggrupparci a -6m ed arriviamo sulla sommità della cigliata, rimango affascinato dalla trasparenza dell'acqua perchè riesco a vedere il fondo a -35m, iniziamo a scendere lungo la parete che cala a picco sul fondale sabbioso, vedo molti anfratti nei quali proietto la luce della torcia per vedere qualcosa di interessante, seguiamo la guida che ci indica a -35m una spaccatura nella roccia, vi entra e noi lo seguiamo, si tratta di una discreta grotta il cui soffitto è tappezzato di margherite di mare, usciamo e proseguiamo la nostra immersione rimanendo sulla base del panettone a circa 35 metri di profondità, da lontano vedo un grosso Nautilus posato sul fondo sabbioso, mi avvicino e mi rendo conto che non è un Nautilus vero (sarebbe stato gigantesco) ma un Nautilus finto molto bianco in pietra, posato sul fondo dall'uomo come decorazione, un incontro comunque divertente ed originale. Il computer mi dice che tra due minuti inizio ad essere fuori curva, la guida ci chiede l'aria, io 110 bar e Franco, incredibile ma vero 90 bar, rimango favorevolmente impressionato dal suo buon consumo, evidentemente l'acqua cristallina di questo mare lo rilassa notevolmente, la guida inizia la risalita del panettone fino ai 25 metri ed invertiamo la rotta di 180 gradi verso il ritorno rimanendo a questa quota, vediamo dieci metri più in basso la sagoma del Nautilus adagiata sul fondo e contemporaneamente entriamo in un grosso branco di grandi salpe che scendono verso il fondo. Ritornati al punto di partenza ma sempre sui 25 metri, lasciamo il panettone e proseguiamo oltre verso un'altra parete che si stà avvicinando di fronte a noi , arrivati lì notiamo che questa è meno ripida dell'altra ma completamente coperta da grosse spugne, risaliamo fino a 10 metri e la guida ci richiede nuovamente l'aria che abbiamo in bombola, io 80 bar e Franco, udite udite, ancora 50 bar, a questo punto, come ci aveva spiegato nel briefing , la guida entra dentro una spaccatura con un apertura poco più grande del volume occupato dal sub, tanto che si sente la bombola toccare sullo scoglio, appena entrati si apre una grotta non molto larga ma profonda, seguiamo la guida e vedo sulle pareti molti scorfani, la grotta continua come un budello che si insinua dentro la roccia, a volte più larga a volte più stretta, si dipartono dalla via preferenziale delle diramazioni buie più strette e quindi non navigabili, dopo 20 metri la grotta gira di 90 gradi e dopo altri 10 metri ancora di 90 gradi, qui la guida si ferma e ci aiuta a passare da una apertura ancora più stretta, ci fa girare su di un fianco e ci spinge oltre, quindi proseguiamo verso l' uscita, vediamo in lontananza il blu del mare, fatti altri 20 metri, Franco esce per primo, poi io e dietro la guida, abbiamo fatto un percorso ad U entrando da una parte ed uscendo da un'altra , un percorso molto suggestivo ma anche abbastanza impegnativo dal punto di vista psicologico. Appena fuori dalla grotta la guida ci indica un anfratto che non è altro che il ricovero di un grosso Grongo, risaliamo fino all'ancora passando da un canion abitato da una grossa gallinella, facciamo i canonici 5min. a 5mt. e risaliamo sul gommone dopo 50 min. di immersione.
Subito chiedo a Franco come abbia fatto a consumare così poco e lui mi risponde che ha adottato il metodo di respirazione che una volta gli avevo insegnato e cioè di fare tre, quattro secondi di pausa tra l'inspirazione e l'espirazione e ciò ha dato i suoi frutti, meno male che la bombola da 18lt. non c'era, altrimenti lui non avrebbe adottato questo metodo di respirazione, quindi con il 15lt. ha fatto di necessità virtù.
Il tempo di bere un bicchiere di thé tiepido e di comunicare a Luisa la profondità massima raggiunta, l'aria residua in bombola ed il tempo d'immersione di ciascuno di noi; poi ripartiamo per tornare a terra sull'isola di San Domino, Luisa ci chiede se vogliamo fare una seconda immersione, ma purtroppo alle 16 abbiamo il traghetto del ritorno ed anche se ci può essere il tempo per farla, dobbiamo comunque raggiungere i nostri familiari che ci aspettano alla spaggia per fare il bagno con loro.

Che dire, a me queste isole e l'immersione sono piaciute molto, io consiglio ai sub che non ci sono mai stati di farsi un tuffo da quelle parti, l'ottimum sarebbe di organizzarsi una settimana blu per farsi almeno 14 dei 20 siti di immersione disponibili, noi SUBnormali potremmo organizzarla per l'anno prossimo, che ne dite? il periodo migliore mi è stato detto che è Giugno oppure la prima quindicina di Settembre, periodi più tranquilli e meno costosi; un ultimo avvertimento, non provate minimamente ad immergervi sulla costa Garganica, almeno nella parte Nord, dove ero io, perchè l'acqua è molto torba (ci sono allevamenti di cozze nelle vicinanze, e le cozze crescono spontanee anche lungo costa) ed il fondale sabbioso, anche se sulla costa vedete il promontorio roccioso, sono rimasto molto deluso, ma fuori dall’acqua è tutto molto bello e da vedere.Riccardo (bussola)