lunedì, luglio 03, 2006

Full-Day a Giannutri - 26 Giugno

Partecipanti: Mauro, Lorenzo, Pietro, Francesco,Canesi, Davide, Barbara
Fotografi: Vittorio, Gianfrà, Gavriol, Alex, Pietro
Barotraumati a secco: Pino
Prima immersione: Punta secca, Prof: 48metri (nitrox 43 metri), temp: 16 C°
Seconda immersione: Parete sotto la villa romana, Prof: 42 metri, temp: 16C°

Finalmente è arrivato il grande giorno, si parte per il Full-Day a Giannutri organizzato da Lorenzo Sub.
La partenza è divisa in due gruppi, gli scapolottini e gli ammogliati. I primi partono domenica sera, mentre i secondi il lunedi mattina divisi come al solito in due macchine (quella seria e quella dei gigioni)
In ogni caso, anche tra una disquisizione di teoria di fisica nucleare ed un’altra di meccanica quantistica, anche nella macchina seria ogni tanto viene voglia di sentire di cosa si parla nella macchina gigionica. Per questo Pino ha prontamente portato due ricetrasmettitori portatili per l’occorrenza. Ma la comunicazione risulta difficile, da quello che ho potuto capire, tra una puzzetta e l’altra del Gianfrà ci si diletta in balletti vari. Anzi allego foto esplicativa.


Alle 8:45 siamo in perfetto orario al punto d’imbarco, qui ci aspetta Enea ed il suo capitano, pronto alla partenza. Il tempo di caricare le attrezzature, aspettare gli scapolottini e si parte.

Enea è un peschereggio riattrezzato per ospitare vacanze subacquee ed a parte una non eccezionale velocità di crociera (che è forse il suo unico difetto) , risulta estremamente comoda nella navigazione ed offre ampi spazi sia per godersi il sole che per la vestizione dell’attrezzatura subacquea. Insomma in poche parole, perfetta nel corto raggio di navigazione.

La giornata è stupenda ed il mare e calmo, tutto promette bene
Vittorio tira fuori dalla sua borsa la mappa di navigazione e spiega al capitano la rotta, appena è tutto chiaro si parte. Il capitano Ark, si sà, non si fida di nessuno. eh...eh..

Durante la navigazione si parla in gruppo e tra le altre cose giustamente Lorenzo ci ricorda di attrezzarci con un Kit Base per emergenze subacquee. Siamo assolutamente tutti daccordo e quindi spero che presto si possa postare una foto del nostro nuovo Kit (chiaramente nella speranza che non debba mai essere usato).

Dopo circa 80 minuti di navigazione siamo giunti al primo punto d’immersione, Punta secca.
L’acqua è cristallina di un blu intenso, le attrezzature le abbiamo montate durante la navigazione per cui mentre ci infiliamo la muta resta solo il breefing con Pamela, la nostra guida, una ragazza trentina che alle vallate verdi od innevate ha preferito la vita a contatto col mare ed il sole.


Scendiamo sopra ad un pianoro di sabbia sui-30mt tra ciuffi di poseidonia ed alcune pinne nobilis poi , poco avanti a noi, un vero strapiombo cade fino a-55mt originando una parete ricca di anfratti e cavità di varia grandezza.


Siamo già a 38 metri e vediamo la parete ancora dall’alto. Il primo pensiero cade alle profondità che raggiungeremo, che saranno del tutto ragguardevoli. Per noi sono impressionanti le dimensioni di quel che ci circonda ; qui tutto è grande oltre ogni nostra immaginazione , dalla profondità, agli animali.



Scorfani di oltre mezzo metro appoggiati pigramente sul sommo di uno scoglio, aragoste in quantità, tutte di generose dimensioni, così come murene e un polpo , tanto grande da usare per mimetizzarsi nel suo anfratto, conchiglie di grandezza proporzionale alla sua stazza (tipo pinne nobilis). Appena in parete i computer indicano già i 42 –43 metri che per quelli in nitrox come il sottoscritto sono già un limite da osservare, per quelli ad aria come Vittorio e Alex invece il discorso è “diverso” arrivando fino a –49mt.







A queste profondità l’aria che respiriamo si fa densa , intorno a noi grandi rami di gorgonie fanno da supporto alle uova di gattuccio , pochi scatti e si risale dolcemente lungo la parete desaturando in fretta evitando le lunghe decompressioni sotto la barca .

A bordo intanto , il comandante trasformatosi in cuoco, mentre cambiamo bombola ci serve uno spuntino così gustoso da non farci accorgere che stiamo movendo verso un nuovo sito di immersione dove ci immergeremo fra poco. Il povero Pino bloccato in barca dal suo barotrauma appena diagnosticato, ci chiede cosa abbiamo visto. Noi con caritavole compassione gli raccontiamo che in fondo non si e perso nulla…. FALSO…
Dopo circa 70 minuti di tempo di superficie si rientra in acqua per l’immersione successiva: siamo ora a nella parete sotto la villa romana.



Sul fondo decine di pinne nobilis svettano oltre la poseidonia , poi lungo la cigliata , bello nella sua livrea , un pesce san pietro sfila lentamente di fronte a noi verso la superficie mentre noi verso il fondo , in una spacca troviamo una granseola. Le sue dimensioni sono impressionanti , le sapevo grandi 15:20 cm , ma questa supera i 40 ed unita alle zampe sembra un carro armato . La fotografiamo più volte restando indietro al gruppo perdendolo di vista , poi accorciando il percorso lo riprendiamo nei pressi di una madonna sommersa .








Le cernie sono veloci a nascondersi e non c’è verso di fotografarle da vicino , andiamo ora verso la barca, l’aria è poca e l’appetito è tanto, il comandante ci aspetta col pranzo .


Pasta con sugo di cicale in quantità , ottimo vino , dolce grappa e caffè, coadiuvato dalla serenità del momento e da un servizio più che attento alle necessità degli ospiti.Ci tuffiamo ancora varie volte in questo mare blu , tra i voli dei gabbiani e i branchi di occhiate attratti dal cibo che gli abbiamo lanciato. Siamo veramente in un piccolo paradiso tutto per noi. Il mare calmo ci culla dolcemente in questo momento di pura pace e qualche abbiocco qua e la si fa vedere. La barca ci offre tutti gli spazi che desideriamo per goderci la pace della natura. In questo momento l’italia sta giocando la sua partita al mondiale con l’Australia, ma non ce ne può fregare de meno. Ecco alcuni momenti ludici di post-immersione.







Si riparte per porto santo stefano, purtroppo è ormai finita la giornata. Vediamo l’isola allontarsi e sempre più grande davanti a noi si materializza la realtà del giorno lavorativo che ci aspetterà domani. Risulta veramente difficile accettarlo e ci si diverte e fantasticare dirottamenti della barca verso altre isole dell’arcipelago.


Arriviamo in porto circa alle 18:30. Il tempo di salutarci e poi riparte verso casa.
Purtroppo è finita!

Mauro e Vittorio